Andrea Cozzolino | Europarlamentare e responsabile del Dipartimento Coesione Territoriale PD
Andrea Cozzolino | Europarlamentare e responsabile del Dipartimento Coesione Territoriale PD

Un Recovery Plan calabrese che garantisca una risposta sanitaria, economica e sociale

Quando si prendono scelte così drastiche come è avvenuto per la zona rossa in Calabria, è necessario che la politica si assuma le proprie responsabilità e che dica parole di verità ai propri cittadini.

Non possiamo fare finta di non vedere che i numeri dei contagi e dei ricoveri nelle terapie intensive calabresi, al momento – e si spera sempre – sono più bassi della media nazionale. Questo dato non deve ingannarci. Al contrario, deve farci riflettere. Perché il governo ha ritenuto necessario adottare la zona rossa non a fronte di quei numeri, ma per via di un sistema sanitario regionale strutturalmente debole. Ci sono carenze evidenti a tutti, dal tracciamento ai posti disponibili nelle terapie intensive.

Tutto questo è il frutto amaro dieci anni e più di commissariamento voluti dal governo nazionale, dei conseguenti tagli lineari e della pessima gestione. E bisognerebbe dare atto alla precedente maggioranza regionale, di centrosinistra, di avere più volte denunciato le lampanti criticità della gestione commissariale. Denunce, purtroppo, cadute nel vuoto. Va detto a chiare lettere: il precedente commissariamento del governo nazionale in Calabria ha disatteso le aspettative dei cittadini ed è ora che torni a rispondere alle necessità reali dei calabresi.

Se un lockdown temporaneo è un primo passo difficile, ma necessario, questo non dovrà essere l’unico. Il governo deve garantire un sostegno operativo immediato, impiegando personale supplementare sul campo, per la gestione dell’emergenza. Dirò di più. Se il Consiglio dei ministri ha deciso di imporre la zona rossa sulla base delle carenze che menzioniamo – che riguardano il passato e il presente – allora si faccia un passo in più: predisponendo i posti letto in terapia intensiva e subintensiva e adoperandosi per potenziare immediatamente il sistema di tracciamento. Si assuma l’impegno di lavorare per far sì che la Calabria possa uscire dalla Zona Rossa il prima possibile nelle prossime settimane.  

In tutto ciò, però, il governo dovrà anche adoperarsi per fare in modo che il commissariamento non ripercorra gli errori del passato.

La gestione commissariale ed emergenziale non può nuovamente sospendere il governo democratico della sanità.

Ecco perché bisogna coinvolgere ogni livello amministrativo. Con la giunta regionale competente solo per l’ordinaria amministrazione, sarà necessario che il governo convochi una conferenza straordinaria degli amministratori locali calabresi, con particolare riguardo a coloro che guidano le aree urbane – penso a Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Cosenza per esempio -, su cui grava per primi il compito di garantire la piena sicurezza sanitaria nei luoghi di lavoro, studio e tempo libero, ma anche il dovere di stimolare la costruzione dal basso della nuova sanità regionale.

Una risposta sanitaria che non potrà prescindere anche da valutazioni delle condizioni economiche e sociali estremamente difficili della regione, tanto da renderla una delle aree più povere d’Europa. Penso, per tale ragione, a un sostegno aggiuntivo per le attività commerciali, della ristorazione e del turismo, che hanno già subito i danni enormi del primo lockdown e che non sono nelle condizioni di affrontare il secondo.

Insomma, lavoriamo in ogni sede istituzionale, europea, nazionale e locale, per realizzare un grande Recovery Plan calabrese che garantisca una risposta sanitaria, economica e sociale a quella che rischia di essere, incolpevolmente, la regione più penalizzata d’Italia dalla crisi pandemica.

Andrea Cozzolino

Lascia un commento