Andrea Cozzolino | Europarlamentare e responsabile del Dipartimento Coesione Territoriale PD
Andrea Cozzolino | Europarlamentare e responsabile del Dipartimento Coesione Territoriale PD

«L’intesa Pd-M5S non basta, promuoverò la lista Conte»

Intervista di Adolfo Pappalardo sul Mattino

«L`intesa Pd-M5S non basta promuoverò la lista Conte»
«Bisogna uscire fuori dall`idea che Napoli è una questione che riguardi solo Napoli e i napoletani», riflette Andrea Cozzolino, europarlamentare Pd ed ex assessore regionale delle giunte Bassolino, che annuncia di voler dare un contributo per le prossime comunali: «Voglio mettere in campo un movimento che raccolga l`esperienza del governo Conte e, se ci sono le condizioni, promuova una lista civica che aiuti la coalizione».

Cozzolino, come vede lo scenario?

«Napoli vive maggiormente la complessità di questo momento storico. Anzitutto a causa di questa pandemia che, al pari delle altre città, ci ha costretti prima ad un lockdown poi a un blocco forzato. Le città sono luoghi fatti per incontrarsi mentre questo distanziamento sociale ha creato paure e incertezze. E proprio da qui bisogna immaginare la Napoli del futuro».

Come?

«Candidare Napoli, dopo il distanziamento di questi mesi, a un luogo di una nuova socialità. Ma abbiamo bisogno di una fondamentale infrastruttura, quella tecnologica e dell`innovazione. Come abbiamo fatto a San Giovanni con la Apple, dobbiamo investire in infrastrutture tecnologiche che mettano in sicurezza i luoghi dell`incontro e della nuova socialità e candidare Napoli ad avere la sede europea dell`agenzia sulla sicurezza informatica. Non torneremo mai ad una normalità già conosciuta, per questo occorre mettere mano ad un grande progetto europeo per Napoli che incroci la sfida del green deal. Ne ho avuto modo di parlare con l`olandese Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il green deal europeo e deve rappresentare il cuore della programmazione delle risorse del Recovery e dei fondi strutturali. Dobbiamo, insomma, inserire Napoli dentro un grande processo di rigenerazione urbana e sociale. E uscire dall`idea che Napoli è una questione solo di Napoli e dei napoletani».

Progetti da concretizzarsi solo se il Pd riconquista dopo un decennio San Giacomo. Per ora assistiamo solo ad uno stillicidio di nomi.

 «Io vorrei tanto che le forze migliori della città, prima di parlare di nomi, discutessero del futuro di Napoli come invece non si è fatto sinora. Una discussione quanto più larga possibile e con il contributo di tutti affinché il voto non si riduca ad un appuntamento meramente cittadino. Perché a noi tocca il compito di riportare alle urne migliaia di napoletani che si
sono sentiti lasciati fuori. Basta guardare le ultime comunali con un sindaco eletto al secondo turno con il solo 35 per cento dei votanti».

Per ora siamo fermi ad un`alleanza tutta da sottoscrivere tra Pd ed M5s.

«È indispensabile l`alleanza tra Cinquestelle e Pd ma non sufficiente. Per questo è decisivo promuovere un campo largo di forze sociali e civili che sin dal primo turno si candidano a governare Napoli e chi si sottrae lavora contro la città. Guai a presentarsi divisi e considerare già vinta la sfida».

Il suo partito invece sente il vento in poppa.

«Non è così. Ogni elezione ha una sua storia e un suo contesto e la vittoria di palazzo San Giacomo non è dietro l`angolo. Ripeto: serve un`alleanza larga che si fondi sul lavoro del governo perché da soli, non ce la faremmo mai».

A chi sta pensando?

«Occorrerà mobilitare energie e forze che non si riconoscono nel Pd e nel M5s: forze della società civile, del mondo del lavoro, del volontariato, del mondo cattolico. E io non mi sottrarrò a dare, stavolta, un contributo in questa direzione».

Come?

«Penso di aiutare questo processo mettendo in campo un movimento per la città, per raccogliere tutte le energie che hanno voglia di impegnarsi. Prima con un forum programmatico e se tutto questo produrrà fatti significativi, arrivare alla presentazione di una lista politica che aiuti a non dividere il campo. È lo sforzo che voglio
rare».

Una civica?

«Una lista che si ispiri all`esperienza di questo governo e al lavoro del premier Conte di questi mesi su vari fronti: dall`emergenza Covid alla battaglia con il Pd per spostare in avanti l`equilibrio europeo. Ed è grazie a questo lavoro che abbiamo avuto il Recovery che era inimmaginabile sino a 7-8 mesi fa».

Eppure Napoli si è autoisolata: in guerra con il governo, con la Regione.

«Chi governerà Napoli deve tener conto che occorre confrontarsi con la Ue, il governo, la Regione e con il lavoro che De Luca sta mettendo in campo. Ma se vogliamo aprire questa fase nuova va tutto
costruito ora nei minimi particolari».

Lei parla di un’alleanza larga ma il Pd è già uscito con le ossa rotte dalle regionali proprio a causa della squadra ampia di De Luca.

«De Luca è già parte di questa operazione. Voteremo in un altro contesto e con altri protagonisti».

Da giorni si fanno moltissimi nomi per il candidato sindaco: i ministri pd Amendola e Manfredi, il presidente della Camera Fico e l`ex governatore Bassolino.

«Tutti nomi autorevoli e che rappresentano storie e mondi importanti della città ma al momento non vedo risolto il problema di un`alleanza unità sin dal primo turno».


Sta dicendo che il Pd napoletano doveva muoversi meglio?

 «No. Io guardo con simpatia e affetto il lavoro che Sarracino e Mancuso stanno facendo ma non basta. Va invece sostenuto il lavoro di Zingaretti e Di Maio ed è importante che ci sia nei gruppi dirigenti nazionali piena consapevolezza del voto napoletano per assicurare una svolta nel governo della città».

De Magistris è sotto le forche caudine del bilancio: conviene farlo cadere e avere un commissario sino al voto? «Condivido la posizione del Pd ma siamo agli ultimi mesi e considero del tutto ininfluente questo capitolo».

Andrea Cozzolino

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